Siamo l’Associazione ICARO Volontariato Giustizia ODV, e da oltre trent’anni operiamo all’interno della Casa Circondariale di Udine. Il nostro lavoro non è carità, ma un atto di giustizia e responsabilità civica, guidato da una frase del nostro socio fondatore, Maurizio Battistutta: “Non dare per carità ciò che è dovuto per giustizia.”
Cosa significa in pratica?
Significa che ogni persona, anche chi ha commesso un errore e sta scontando una pena, mantiene la sua dignità e il diritto a un percorso di rieducazione e reinserimento, come previsto dalla nostra Costituzione. Il volontariato di ICARO è lì per dare concretezza a questo principio.
In un contesto di sovraffollamento, come quello del carcere di Udine, il nostro impegno è fondamentale per ricordare a tutti che l’obiettivo ultimo della pena è ridurre la recidiva e reintegrare la persona nella società.
Spesso, il volontariato in carcere è percepito come “difficile” o “lontano”, ma le motivazioni che spingono a farlo, e l’impatto che genera, sono profondissime.
Perché fare volontariato in ambito penitenziario?
1. Per il riconoscimento della dignità umana e la giustizia costituzionale
Il volontariato in carcere non è un’azione di carità, ma un atto di giustizia e di responsabilità civica.
- Realizzare la Costituzione: la pena, in Italia, deve tendere alla rieducazione del condannato. Entrare in carcere come volontari significa essere la prova vivente che la società esterna crede ancora in questo principio.
- Difesa dei diritti: significa essere presenti “là dove i diritti costituzionali attendono di diventare orientamento” e dove la dignità di ogni essere umano, anche di chi ha sbagliato, rischia di essere calpestata o dimenticata.
2. Per spezzare l’isolamento e prevenire la recidiva
Il carcere è un luogo di profondo isolamento, che danneggia non solo i detenuti, ma tutta la comunità.
- Costruire ponti: i volontari, come quelli di Icaro, sono un essenziale ponte tra il “dentro” e il “fuori”. Contribuiscono a rompere il muro di solitudine, permettendo ai detenuti di rimanere connessi alla realtà esterna, alle loro famiglie e, in ultima analisi, al futuro.
- Ridurre la recidiva: quando una persona detenuta si sente riconosciuta, ascoltata e partecipa a un progetto di auto-educazione (attraverso colloqui, arte, scrittura), ha molte più probabilità di reinserirsi positivamente nella società una volta scontata la pena. Un reinserimento riuscito è un beneficio per l’intera collettività.
3. Per dare un senso al tempo della pena
Il tempo in carcere può essere un supplizio di ozio e vuoto, come sottolinea Icaro.
- Dare valore al tempo: il volontario porta attività (laboratori, incontri culturali, servizio biblioteca) che trasformano il tempo passivo in tempo attivo e costruttivo. L’arte e la cultura, in particolare, diventano “terapia, rieducazione e avvicinamento al dialogo”, consentendo ai detenuti di “lasciare traccia, di esistere. Di esserci ancora.”
- Fornire strumenti: Offrendo supporto pratico (segretariato sociale, aiuto burocratico) e competenze (corsi di italiano, laboratori, momenti di approfondimento culturale), i volontari aiutano i detenuti a prepararsi per la vita fuori, individuando i loro bisogni e rendendoli più presenti e partecipi ad un progetto di ricostruzione del proprio cammino.
4. Per crescita personale e “contagio” sociale
Fare questo tipo di volontariato arricchisce profondamente il volontario stesso.
- Scommessa sul dialogo: entrare in relazione in un contesto così difficile è una “scommessa del dialogo” che “funziona quando nessuno rimane uguale a prima“. Ti costringe a confrontarti con storie umane complesse, a superare i pregiudizi e a sviluppare una profonda capacità di ascolto e non giudizio.
- Meraviglia nella fragilità: significa “aprire il proprio cuore alle fatiche altrui, sentirsi partecipi delle lotte per la vita dell’intera comunità”. È un’occasione di crescita, condivisa.
In sintesi, fare volontariato in ambito penitenziario significa schierarsi dalla parte della Costituzione, della rieducazione e della speranza, lavorando concretamente per una società più sicura e giusta.
ICARO non cerca solo di aiutare, ma di coinvolgere. Cerchiamo persone che, come noi, credano che il volontariato non sia assistenzialismo, ma un modo per portare i diritti e la solidarietà là dove sono più fragili. Se siete pronti a sporcarvi le mani con la complessità, vi invitiamo a unirvi a noi per tenere vivo il ponte tra il carcere e la comunità.